Come si ottiene e cos’è un Incisione Originale

Un’Incisione Originale, è tale in quanto l’Artista  ha realizzato la matrice ai fini del risultato di stampa. La matrice non è un’ opera finita, bensì solo un mezzo per realizzare l’opera sulla carta che quindi viene definito “ Originale “ Le matrici, possono essere incise in rilievo per la Xilografia (incisione su legno) o Linoleografia (incisione su linoleum) oppure in cavo per la calcografia (Acquaforte, Acquatinta, Bulino, Maniera nera, Puntasecca, Vernice molle)
La matrice per la calcografia, una lastra di metallo (zinco, rame, ferro ecc.) viene incisa con  cniche che possono essere di tipo “ Diretto” (L’utensile guidato dalla mano dell’Artista  pera direttamente sul metallo) come il Bulino, la Maniera nera, il Punzone, la Puntasecca, oppure di tipo “Indiretto” per Acquaforte, Acquatinta, Vernice molle.
 

Tecniche d’incisione calcografiche

   Acquaforte, Acquatinta, Vernice molle

 
Acquaforte, tecnica in cui l’Artista con un utensile,
incide la vernice protettiva della lastra, precedentemente
trattata, porta allo scoperto parti della suddetta lastra.
 Successivamente questa viene immersa in una soluzione
 di acido nitrico: le parti incise verranno scavate per
 corrosione dall’acido, anticamente chiamato ”Acquaforte”   
Questa operazione chiamata “Morsura”, viene ripetuta
più volte e con tempi diversi, per ottenere
l’intensità del segno desiderata.
L’acquaforte vanta origini medioevali, ma con un impe -
gno definitivo su carta, verso la fine del XV sec. L’acquaforte
resta tuttora la tecnica più usata per ottenere incisioni originali.   

 

GIUSEPPE VIVIANI

UOMO CON CALLA    1957

ACQUAFORTE  SU RAME

 

      
L’Acquatinta, inventata da J. B. Le Prince nel 1767,
usata poi da artisti come M. Klinger, G. Rouault,
P. Picasso serve anche per ottenere opere a colori.


La Vernice Molle, usata per la prima volta nel XVIII sec.
da J. C. Francois, ed in epoca contemporanea da
artisti come S. W. Hayter, R. Vespignani ed altri,
per ottenere un segno granuloso simile alla matita.

 

Bulino

 

Bulino  è il nome dello strumento per incidere e allo  
stesso tempo nome della tecnica calcografica, consiste
nell’intaglio della lastra mediante  tale strumento. Esso si
presenta come un piccolo scalpello col manico a pomolo
ed una punta triangolare dai bordi affilati. Per questa
particolarità il Bulino non si limita a scalfire il metallo,
ma lo asporta. Il Bulino, essendo una tecnica in cavo
segue per l’inchiostratura il procedimento dell’Acquaforte.
Tecnica antichissima comparve in Italia sul finire
del XV secolo, utilizzata da artisti come A. Pollaiolo
A. Mantegna e B. Baldini, ed in epoca contemporanea
da Armando Donna ed altri.

ARMANDO DONNA

MONACHE     1951

BULINO SU RAME

 

Puntasecca


Puntasecca, incisione in cavo, in cui i solchi sulla
lastra sono ottenuti mediante la pressione di un utensile appuntito, manovrato dalla mano dell’Artista, ottenendo dei solchi tramite lo spostamento del
metallo. Infatti, il metallo non viene tagliato ma spostato.
Tale spostamento, dà luogo lungo i solchi a sottili
rilievi chiamati Barbe. Da una lastra incisa a puntasecca
si possono ottenere non più di alcune decine di buone
copie, dovuto al fatto che la pressione del torchio
annulla gradatamente i solchi, ed un conseguente
impoverimento della qualità di stampa.
La puntasecca viene utilizzata costantemente dal sec. xv     

 

MAX BECKMANN

AUTORITRATTO CON CAPPELLO    1921

PUNTASECCA

                 
 
Maniera nera


La Maniera nera o Mezzotinto, procedimento
calcografico in cui l’Artista, prepara la lastra facendo
uso di un utensile metallico detto Berceau, in genere
avente la forma di mezzaluna seghettata, con il quale
copre la lastra di innumerevoli piccoli segni, fino ad
ottenere una superficie vellutata. Questa in fase di stampa
determina un nero quasi totale. Per fare apparire i bianchi,
l’Artista cancella i segni precedentemente ottenuti
comprimendo con il Brunitoio, o rasando totalmente
con il Raschietto. Le zone operate  nella seconda fase
in stampa saranno più chiare. La tecnica della
Maniera nera, inventata nel 1630 circa da Ludwig
Von Siegen, viene tuttora utilizzata da Artisti
(M. Avatì A. Rocco  B. Missieri ecc.) per opere
appositamente concepite per questa tecnica.  

 

 

MARIO  AVATI’

SENZA TITOLO

MANIERA NERA

Stampa Calcografica


La stampa si ottiene inchiostrando a mano tutta la matrice,
eliminando con una garza il colore in eccesso, (tutto ciò
per ogni copia). In questo modo l’inchiostro rimane solo
nei solchi creati dalle morsure. Pressando la matrice su un
foglio precedentemente inumidito tramite il Torchio
Calcografico a Stella si ottiene l’Incisione. La carta deve
avere caratteristiche precise per una buona resa in stampa
ed una lunga conservazione nel tempo. La forte pressione
del torchio che permette il trasferimento dell’inchiostro
alla carta provoca un decadimento della matrice e quindi
una tiratura molto limitata di esemplari. L’asciugatura
dei fogli, per evitare ondulazioni avviene, pressando i suddetti
fra cartoni vegetali per diversi giorni. Il foglio viene numerato
e firmato dall’Artista, in alcuni casi timbrato a secco dallo
stampatore. La numerazione è costituita da due numeri:

il primo definisce la progressione degli esemplari, il
secondo corrisponde al totale delle copie stampate.
Questi dati sono riportati a matita nella parte inferiore
del foglio: a destra la firma dell’autore, a sinistra le
indicazioni riguardanti la tiratura. La matrice a garanzia
del numero di copie dichiarate, viene distrutta oppure
“Biffata”, cioè resa inservibile alla stampa mediante
l’aggiunta di un segno incompatibile fortemente inciso.


Tecniche di incisione xilografiche


Xilografia


La matrice xilografica è costituita da una tavoletta
di legno di particolare durezza. Legno detto di filo 
se la tavola è tagliata longitudinalmente rispetto al
tronco, per un incisione morbida e poco precisa,
oppure di Testa se tagliata trasversalmente e montata
unendo insieme diversi tasselli, compatti e privi
di nervature. Questo modo permette di incidere linee
molto sottili e ravvicinate, con un risultato finale di
un’incisione molto ricca e dettagliata.
L’incisione avviene lasciando in rilievo e parti del disegno destinate a ricevere l’inchiostro, usando strumenti  affilatissimi (sgorbie, lame taglienti ed appuntite  ecc.).
Tecnica molto antica, si hanno notizie in Europa verso
la fine del 1300 per la realizzazione di stampe prevalen-
temente a carattere religioso, portata poi sul finire del
xv secolo ai massimi livelli della perfezione da A. Durer
Largamente usata per l’illustrazione di libri, la xilografia
nei secoli successivi ha goduto di considerazioni alterne.
In Italia, hanno in epoca contemporanea inciso Artisti come
 L. Viani, A. De Carolis, M. Maccari, B. da Osimo, L. Servolini
 T. Marangoni, R. Wolf, G. Shialvino, G. Verna ed altri.

REMO WOLF

EX LIBRIS    1998

XILOGRAFIA


Linoleografia


La matrice, un impasto di olio di lino, sughero, colofonia,
posato su un supporto di juta (linoleum), presenta una
superficie  liscia e compatta.  Si incide usando sgorbie e lame
affilatissime, ottenendo però segni non molto precisi.
La linoleografia, brevettata da F. Walton nel 1863.
Nel 1900la tecnica del linoleum è stata largamente
usata dagli Espressionisti,  da H. Matisse,  P. Picasso,
in Italia da M. Maccari e altri.

MINO MACCARI

BESTIE DEL NOVECENTO    1951

LINOLEOGRAFIA A TRE COLORI

 


Stampa xilografica e Linoleografica


La stampa xilografica e linoleografica si ottiene
inchiostrando con un rullo le parti in rilievo della
lastra, e passando poi l’abbinamento carta lastra
al torchio verticale (funzionante come una pressa).
Si possono ottenere stampe anche manualmente,
appoggiando sulla lastra inchiostrata il foglio di carta,
facendo poi pressione passando sul retro della carta
un comune cucchiaio, una stecca d’osso o un tampone.


Dichiarazione Bertarelli sull’Incisione Originale
(Milano 5 maggio 1994)


 Un‘incisione è considerata “Originale”
quando rispetta le seguenti caratteristiche:

 

 “Un disegno eseguito sopra una superficie dura, sia a mano mediante strumento a punta sia chimicamente mediante sostanze corrosive” (Devoto Oli). La matrice deve essere incisa a  mano dall’Artista, escludendo quindi qualsiasi mezzo fotomeccanico.

La stampa deve essere fatta con torchio a mano.

Ogni opera stampata deve essere firmata e numerata (numeratore e denominatore) a mano dall’incisore, a matita su ogni foglio.

La tiratura per ragioni tecniche di valore non deve mai superare un numero limitato di esemplari.

Le prove di stampa e d’autore devono essere a loro volta numerate.

Terminata la tiratura la matrice deve essere biffata (sfregiata) allo scopo di impedire altre tirature. La matrice biffata  deve rimanere presso gli  editori.

Ogni incisione deve avere il timbro a secco dell’editore ed essere accompagnata da un certificato di garanzia.