09.07
2011
CASA FELICITA - NOVE ARTISTI
CAVATORE (AL)
EVENTO CONCLUSO
EVENTO CONCLUSO
EVENTO CONCLUSO
10-12 16-19 lunedì chiuso
Fino al 4 settembre 2011
"Casa Felicita - nove artisti"
mario calandri
francesco casorati
armando donna
fernando eandi
enrico paulucci
piero ruggeri
sergio saroni
giacomo soffiantino
francesco tabusso.
Catalogo a cura di Adriano Benzi e Gianfranco Schialvino, testo di Bruno Quaranta.
EVENTO CONCLUSO
EVENTO CONCLUSO
EVENTO CONCLUSO
10-12 16-19 lunedì chiuso
Fino al 4 settembre 2011
"Casa Felicita - nove artisti"
mario calandri
francesco casorati
armando donna
fernando eandi
enrico paulucci
piero ruggeri
sergio saroni
giacomo soffiantino
francesco tabusso.
Catalogo a cura di Adriano Benzi e Gianfranco Schialvino, testo di Bruno Quaranta.
07.07
2012
CAVATORE - CASA FELICITA
FINO AL 2 SETTEMBRE 2012
FIGURA E FIGURE.
Opera su carta di Ettore Fico, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan
Inaugurazione sabato 7 luglio ore 18,30
IN PREPARAZIONE. ( programma provvisorio)
FIGURA E FIGURE.
Opera su carta di Ettore Fico, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan
Inaugurazione sabato 7 luglio ore 18,30
IN PREPARAZIONE. ( programma provvisorio)
2009
ELISABETTA VIARENGO MINIOTTI
TORINO GALLERIA FOGLIATO
00.00
2012
PRO LOCO CAVATORE
ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO di CAVATORE
Piazza Gianoglio 2
tel.348.0354524
email: info@prolococavatore.it
Piazza Gianoglio 2
tel.348.0354524
email: info@prolococavatore.it
23.09
2011
CAVATORE BORGO DI CULTURA
21-10-2011 --25-11-2011-- 23-03-2012-- 20-04-2012--25-05-2011
CAVATORE Casa Scuti.
Stagione Musicale 2011/2012
PROGRAMMA
23 Settembre 2011 - ore 21.00
Nuovo Quartetto Italiano
21 Ottobre 2011 -ore 21.00
Quintetto Fiati Sherocco
18 Novembre 2011 - ore 21.00
Igor Roma
23 Marzo 2012 - ore 21.00
Randal Corsen
20 Aprile 2012 - ore 21.00
Guillermo Fierens
25 Maggio 2012 - ore 21.00
Carel Kraayenhof
Tutte le serate si terranno presso
Casa Scuti
Piazza Gianoglio, 1 - CAVATORE
VENDITA ABBONAMENTI:
La Bracerie - Cavatore - 0144.35695 1 I.A.T. - Acqui Terme - 0144.322142
Nuovo Quartetto Italiano
Eredi della grande tradizione quartettistica italiana, i musicisti del Nuovo Quartetto Italiano Alessandro Simoncini, violino Luigi Mazza , vietino Demetrio Comuzzi, viola Luca Simoncini,- violoncello costituiscano l'ideale continuazione artistica e strumentale del celeberrimo Quartetto Italiano. Sin dal debutto il quartetto ha raccolto i consensi unanimi della critica di tutto il mondo, che lo ha riconosciuto come uno dei migliori complessi cameristici del panorama internazionale. Già in occasione della prima tournée negli Stati Uniti nel 1985 il Nuovo Quartetto Italiano viene scelto come rappresentante dell'Italia al Festival Italj on Stage, esibendosi al Lincoln Center di New York. Il quartetto raggiunge le più importanti istituzioni musicali europee ed ottiene nel 1988 l'autorevole invito di Sviatoslav Richter alla Sala del Conservatorio di Mosca.
Quintetto Sherocco
Il Quintetto Sherocco formato da Hanneke Provily flauto traverso, Dorine Jansma oboe, Lianne Vreugdenhil clarinetto Ellen Koot fagotto e Eelkje van der Woude corno-francese. Nei tempi classici il quintetto di fiati era molto popolare. Il Quintetto Sherocco fa sentire tutto lo charme di questo tipo di ensemble: il cinguettare malandrino dell'oboe e del clarinetto, la lirica del flauto traverso e il suono del corno e fagotto.
Negli anni passati i musici di Sherocco si sono sviluppati come quintetto versatile che suona sia il repertorio convenzionale che musica moderna o teatrale. Ha suonato una trascrizione fatta per il quintetto della "Quadri di una Mostra" di Mussorgski.
Per il concerto a Cavatore il Quintetto Sherocco si presenterà con un programma divertente, uno scambio tra musiche classiche e romantiche, un avvicendarsi di variazioni di una canzonetta popolare Olandese per bambini.
Igor Roma
II pianista italiano Igor Roma si è diplomato all'Accademia con il titolo di "Master" nel 1997. Dal 1990 vince diversi concorsi e nel 1996 il Concorso Internazionale "Franz Liszt" di Utrecht, Igor Roma conquista il primo premio e anche il premio della Critica.
Nei successivi anni Igor Roma amplia notevolmente il suo repertorio, spaziando da Bach a Messiaen, annoverando, oltre al repertorio tradizionale, anche autori meno eseguiti al pianoforte come Szymanowsky, Kurtag, De Falla ed altri. Ha partecipato a vari festival come camerista, e ha collaborato con il Brodsky Quartet, il Daniel Kwartet e il Quatuor Danel.
Randal Corsen
Il pianista Antillano Randal Corsen è molto conosciuto per il modo distinto in cui mischia il Jazz con musiche Classiche, Antillane e LatinoAmericane. Nel 2004 fu onorato del Premio Edison Jazz, il premio più stimato in Olanda per il suo album "Evolushon". Randal è nato sull'isola di Curacao, Antille Olandesi in una famiglia attenta allo studio della musica e della letteratura Antiliana. A 18 anni si trasferisce in Olanda a studiare al Fontys Conservatorium di Tilburg, laureandosi nel 1997 Cum Laude.
Fonda il trio "Cross Currents" durante gli studi, con cui ha vinto il Breda Jazz Contest 1997. Ha registrato due CD con il trio: "Mixed Emotions" -1997 e "Sunti" -1999.
Guillermo Fierens
Guillermo Fierens, intemazionalmente celebrato come uno dei principali chitarristi del mondo, è nato in Argentina a Lomas de Zamora. Vive e risiede a Cairo Montenotte da molti anni con la famiglia.
Il Maestro Segovia ha detto di lui: "la sua tecnica è meravigliosa. Esegue i più intricati passaggi senza sciupare una nota, ma possiede qualcosa di assai più importante della sola tecnica: suona con l'anima"
Da allora la sua attività concertistica ha toccato tutto il mondo. Ha suonato nella Tonale di Zurigo, nel Palais de Beaux Arts di Bruxelles e a Londra, Rotterdam, Milano, Barcellona, Amburgo, Oslo, Helsinki, ecc. Ha realizzato tournées di concerti negli Stati Uniti, Canada e Australia. Guillermo Fierens è molto conosciuto in Inghilterra dove è stato invitato dai principali festivals e ha suonato come solista con la "Lcndon Symphony", la "Royal Philarmonic", la "Halle" e la "English Chambsr Orchestra".
Carel Kraayenhof
Carel Kraayenhof ha ottenuto fama mondiale suonando Tango Adiós Nonino di Astor Pizzola al matrimonio del principe Olandese Willem-Alexander con Maxima Zorreguieta nel 2002. Ha fondato con Leo Vervelde il Dipartimento di tango al Conservatorio di Rotterdam e il gruppo Sexteto Canyengue. Kraayenhof è uno dei fisarmonicisti più richiesti del mondo. Il suo CD Tango Royal ha vinto, nel 2003, l'Edison Classica Premio del Pubblico. Per questo concerto lavorerà con il pianista Argentino Juan Pablo Dobal in un programma speciale.
CAVATORE Casa Scuti.
Stagione Musicale 2011/2012
PROGRAMMA
23 Settembre 2011 - ore 21.00
Nuovo Quartetto Italiano
21 Ottobre 2011 -ore 21.00
Quintetto Fiati Sherocco
18 Novembre 2011 - ore 21.00
Igor Roma
23 Marzo 2012 - ore 21.00
Randal Corsen
20 Aprile 2012 - ore 21.00
Guillermo Fierens
25 Maggio 2012 - ore 21.00
Carel Kraayenhof
Tutte le serate si terranno presso
Casa Scuti
Piazza Gianoglio, 1 - CAVATORE
VENDITA ABBONAMENTI:
La Bracerie - Cavatore - 0144.35695 1 I.A.T. - Acqui Terme - 0144.322142
Nuovo Quartetto Italiano
Eredi della grande tradizione quartettistica italiana, i musicisti del Nuovo Quartetto Italiano Alessandro Simoncini, violino Luigi Mazza , vietino Demetrio Comuzzi, viola Luca Simoncini,- violoncello costituiscano l'ideale continuazione artistica e strumentale del celeberrimo Quartetto Italiano. Sin dal debutto il quartetto ha raccolto i consensi unanimi della critica di tutto il mondo, che lo ha riconosciuto come uno dei migliori complessi cameristici del panorama internazionale. Già in occasione della prima tournée negli Stati Uniti nel 1985 il Nuovo Quartetto Italiano viene scelto come rappresentante dell'Italia al Festival Italj on Stage, esibendosi al Lincoln Center di New York. Il quartetto raggiunge le più importanti istituzioni musicali europee ed ottiene nel 1988 l'autorevole invito di Sviatoslav Richter alla Sala del Conservatorio di Mosca.
Quintetto Sherocco
Il Quintetto Sherocco formato da Hanneke Provily flauto traverso, Dorine Jansma oboe, Lianne Vreugdenhil clarinetto Ellen Koot fagotto e Eelkje van der Woude corno-francese. Nei tempi classici il quintetto di fiati era molto popolare. Il Quintetto Sherocco fa sentire tutto lo charme di questo tipo di ensemble: il cinguettare malandrino dell'oboe e del clarinetto, la lirica del flauto traverso e il suono del corno e fagotto.
Negli anni passati i musici di Sherocco si sono sviluppati come quintetto versatile che suona sia il repertorio convenzionale che musica moderna o teatrale. Ha suonato una trascrizione fatta per il quintetto della "Quadri di una Mostra" di Mussorgski.
Per il concerto a Cavatore il Quintetto Sherocco si presenterà con un programma divertente, uno scambio tra musiche classiche e romantiche, un avvicendarsi di variazioni di una canzonetta popolare Olandese per bambini.
Igor Roma
II pianista italiano Igor Roma si è diplomato all'Accademia con il titolo di "Master" nel 1997. Dal 1990 vince diversi concorsi e nel 1996 il Concorso Internazionale "Franz Liszt" di Utrecht, Igor Roma conquista il primo premio e anche il premio della Critica.
Nei successivi anni Igor Roma amplia notevolmente il suo repertorio, spaziando da Bach a Messiaen, annoverando, oltre al repertorio tradizionale, anche autori meno eseguiti al pianoforte come Szymanowsky, Kurtag, De Falla ed altri. Ha partecipato a vari festival come camerista, e ha collaborato con il Brodsky Quartet, il Daniel Kwartet e il Quatuor Danel.
Randal Corsen
Il pianista Antillano Randal Corsen è molto conosciuto per il modo distinto in cui mischia il Jazz con musiche Classiche, Antillane e LatinoAmericane. Nel 2004 fu onorato del Premio Edison Jazz, il premio più stimato in Olanda per il suo album "Evolushon". Randal è nato sull'isola di Curacao, Antille Olandesi in una famiglia attenta allo studio della musica e della letteratura Antiliana. A 18 anni si trasferisce in Olanda a studiare al Fontys Conservatorium di Tilburg, laureandosi nel 1997 Cum Laude.
Fonda il trio "Cross Currents" durante gli studi, con cui ha vinto il Breda Jazz Contest 1997. Ha registrato due CD con il trio: "Mixed Emotions" -1997 e "Sunti" -1999.
Guillermo Fierens
Guillermo Fierens, intemazionalmente celebrato come uno dei principali chitarristi del mondo, è nato in Argentina a Lomas de Zamora. Vive e risiede a Cairo Montenotte da molti anni con la famiglia.
Il Maestro Segovia ha detto di lui: "la sua tecnica è meravigliosa. Esegue i più intricati passaggi senza sciupare una nota, ma possiede qualcosa di assai più importante della sola tecnica: suona con l'anima"
Da allora la sua attività concertistica ha toccato tutto il mondo. Ha suonato nella Tonale di Zurigo, nel Palais de Beaux Arts di Bruxelles e a Londra, Rotterdam, Milano, Barcellona, Amburgo, Oslo, Helsinki, ecc. Ha realizzato tournées di concerti negli Stati Uniti, Canada e Australia. Guillermo Fierens è molto conosciuto in Inghilterra dove è stato invitato dai principali festivals e ha suonato come solista con la "Lcndon Symphony", la "Royal Philarmonic", la "Halle" e la "English Chambsr Orchestra".
Carel Kraayenhof
Carel Kraayenhof ha ottenuto fama mondiale suonando Tango Adiós Nonino di Astor Pizzola al matrimonio del principe Olandese Willem-Alexander con Maxima Zorreguieta nel 2002. Ha fondato con Leo Vervelde il Dipartimento di tango al Conservatorio di Rotterdam e il gruppo Sexteto Canyengue. Kraayenhof è uno dei fisarmonicisti più richiesti del mondo. Il suo CD Tango Royal ha vinto, nel 2003, l'Edison Classica Premio del Pubblico. Per questo concerto lavorerà con il pianista Argentino Juan Pablo Dobal in un programma speciale.
07.12
2011
GIO' POMODORO
fino al 29 aprile 2012
Gio' Pomodoro.
Il percorso di uno scultore: 1954-2001
ALESSANDRIA Palazzo del Monferrato / Palazzo Cuttica / Palazzo Guasco / Camera di Commercio /NOVI LIGURE Museo dei Campionissimi / TORTONA Palazzo Guidobono / CASALE MONFERRATO Palazzo Comunale /ACQUI TERME Villa Ottolenghi / VALENZA Chiesa di San Bartolomeo
7 dicembre 2011 – 30 aprile 2011
a cura di Marco Meneguzzo e Giuliana Godio
Press-Book
Si inaugura mercoledì 7 dicembre 2011 una fra le più importanti mostre antologiche dedicate allo scultore marchigiano Gio’ Pomodoro. L’evento, dal titolo “Gio’ Pomodoro. Il percorso di uno scultore: 1954-2001”, si snoda in un vero e proprio museo diffuso nell’incantevole territorio dell’alto Monferrato. Ville, Palazzi storici e Musei diventeranno, nei mesi dell’esposizione, un circuito senza eguali dove compiere uno fra i più esaustivi dei viaggi fra le opere del grande Maestro della scultura internazionale. Si parte dalla città di Alessandria per un percorso che tocca le più suggestive e peculiari città della provincia: Acqui Terme, Novi Ligure, Valenza, Tortona e Casale Monferrato.
Il circuito, che vede coinvolte ben nove sedi espositive, saranno esposte 173 opere, si propone quale viaggio conoscitivo nella poetica e nell’estetica dei monumentali e straordinari capolavori di Gio’ Pomodoro, la cui radice intellettiva, matematica e filosofica, ha lasciato un patrimonio artistico-concettuale riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
La manifestazione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dalla Provincia di Alessandria, dai Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Tortona, Casale Monferrato e Valenza. Contribuisce in maniera significativa anche il Museo Gori e Zucchi della UNOAERRE di Arezzo poiché, nella sede dell’oratorio della Chiesa di San Bartolomeo di Valenza, verranno esposte 45 preziose ed uniche sculture gioiello realizzate da Gio’ Pomodoro. La rassegna è curata da Marco Meneguzzo e da Giuliana Godio di Arte Futura. Testi in catalogo di Marco Meneguzzo, Giuliano Centrodi, Isa Caffarelli e Giuliana Godio.
Questa straordinaria manifestazione si propone altresì come percorso attraverso le eccellenze del territorio alessandrino. Ognuna delle sedi espositive è già di per sé un luogo di interesse storico-artistico, così come ognuna delle città offre giacimenti eno-gastronomici d’eccellenza. Si potrà compiere dunque, attraverso il circuito dell’antologica dedicata a Gio’ Pomodoro, un viaggio completo nel segno del più piacevole dei percorsi turistico-culturali. Ed è proprio così che si vuole intendere questa manifestazione, un omaggio a coloro che amano cogliere le essenze dell’arte e della cultura e le uniscono alle tradizioni di un territorio per coglierne l’universo.
Il viaggio inizia dalla Città di Alessandria dove, a Palazzo del Monferrato, raro esempio di connubio fra Barocco ed Espressionismo e caratterizzato da una singolare e solenne compostezza architettonica, saranno esposte, oltre all’opera monumentale “Grande Ghibellina”, 12 sculture in bronzo, pietra e marmo e una importante serie di acquerelli; nella Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, aristocratico edificio di impianto settecentesco del casato dei Marchesi Gallarati di Bisio, saranno esposti “I Luoghi” di Gio’ Pomodoro, 5 sculture in pietra e bronzo e una serie di tavole progettuali su carta.
A Palazzo Cuttica, oggi sede del Museo Civico, dove si conservano i documenti della celebre battaglia dell’epopea napoleonica combattuta a Spinetta Marengo, e in epoca napoleonica residenza dei Generali Chasseloup e Despinois e sede della Prefettura di Marengo, troveranno spazio 9 sculture di piccole e medie dimensioni e 10 importanti opere su carta, oltre all’opera monumentale “Sole deposto” installata all’ingresso del palazzo. Nel cortile della sede della Camera di Commercio sarà installata la scultura monumentale in bronzo “Colloquio col figlio”.
Novi Ligure ospita un corpus piuttosto importante di opere della serie “Tensioni” e “Soli”. In mostra, 23 sculture e 17 acquerelli. La sede è quella del Museo dei Campionissimi, un sito che raccoglie e racconta una delle pagine più belle e coinvolgenti della storia recente del nostro paese, e rende omaggio agli eroi del pedale: Costante Girardengo e Fausto Coppi.
A Valenza, città nota in tutto il mondo per la storica tradizione orafa, trova luogo nell’Oratorio della Chiesa di san Bartolomeo, il monumento più antico della città, una significativa, raffinata e preziosa, serie di 45 gioielli-scultura di Gio’ Pomodoro. Le opere saranno esposte nelle teche che hanno ospitato gli stessi gioielli al Petit Palais di Parigi.
Un altro gioiello di questa manifestazione è la Villa Ottolenghi di Acqui Terme, questa magnificente dimora merita una davvero un viaggio: essa è l’unico esempio in Italia di stretta collaborazione in epoca recente fra architetti, pittori e scultori, i quali hanno dato vita ad una dimora padronale caratterizzata dalla presenza di importanti opere d’arte. Vi hanno contribuito Marcello Piacentini, Arturo Martini, Fortunato Depero, Venanzo Crocetti. Mentre le meravigliose scenografie del parco della villa sono il risultato dell’opera del famoso architetto paesaggista Pietro Porcinai. Qui sarà esposta la grande opera in bronzo “Due” mentre all’interno della villa troveranno spazio 13 opere fra sculture e acquerelli.
Sede del Museo Archeologico e delle Civiche Raccolte Artistiche è il Palazzo Guidobono di Tortona, la facciata di ispirazione gotica tradisce l’originario impianto settecentesco ma gli interni, caratterizzati da importanti decori, rendono questo palazzo nobiliare un luogo davvero suggestivo quale spazio museale atto ad ospitare i bronzi e i marmi di Gio’ Pomodoro.
Ulteriore tappa del circuito è Casale Monferrato dove, nel loggiato della Villa Comunale, sarà ospitata per tutto il periodo della manifestazione la grande opera-capolavoro in bronzo lucido “Folla”.
Gio’ Pomodoro, l’umanista. La sintesi della mostra, che trova spazio e si traduce in un vero e proprio museo diffuso sul territorio nella Provincia di Alessandria, percorso esaustivo nell’opera del grande scultore, e perché no, filosofo dell’arte italiana, si ritrova nelle parole del curatore Marco Meneguzzo: Come artista, Gio’ Pomodoro, si è sempre mosso tra gli assoluti che insieme definiscono la categoria dell’”umano”: lo spazio e la storia. La scultura è la disciplina linguistica che secondo lui può incarnare meglio il senso dell’assoluto. E’ per questo che è diventato scultore.
Ritornare ai fondamentali è sempre stata la necessità della scultura di Gio’, mentre restare nei fondamentali è sempre stata la sua aspirazione. Qual è l’essenza della sua sperimentazione? Sperimentare il basso e bassissimo rilievo, la scultura come pannello, come superficie, esplorare i confini del territorio plastico, provare a forzare i limiti della scultura, imposti non tanto dalle sue qualità intrinseche, quanto da una tradizione scivolata prima nella consuetudine, poi purtroppo nell’abitudine. Le prime Superfici in tensione, sono dedicate a questa esplorazione, e si affiancano ad altre esperienze plastiche italiane simili (come quelle di Umberto Milani, di Francesco Somaini, di Emilio Scanavino, dei pannelli ceramici di Franco Meneguzzo, e soprattutto di Pietro Consagra, oltre naturalmente a quelle del fratello Arnaldo), che denotano l’esistenza di un’atmosfera di ricerca plastica di allora, lontana sia dalla figurazione in tutte le sue accezioni, sia dagli eccessi razionalistici e iperprogettuali del concretismo alla Max Bill o alla Bruno Munari.
Le tensioni sono il punto di svolta sia nei confronti della materia sia dello spazio, qual è il rapporto fra Gio’ e il suo concetto di scultura? Le tensioni furono salutate come qualcosa di eccezionalmente nuovo, cui contribuì certamente tutto il processo ideativo e realizzativo che Gio’ aveva escogitato. Esse sono l’acme, la sintesi di ciò che era stata la sua ricerca, e di ciò che diventerà il suo sviluppo nei successivi quarant’anni. Qui la materia cede il passo allo spazio, e questo è il primo passo estremamente significativo, perché si definisce una priorità all’interno di quella triade altrimenti indistinta costituita dal tradizionale rapporto tra materia, spazio e forma.
In altre parole, l’aver compreso una volta per tutte come trattare lo spazio, quale priorità attribuire agli elementi fondamentali della sua scultura, gli ha dato la forza e la fiducia per poter inserire nuovamente nel linguaggio plastico quegli elementi narrativi che aveva rifuggito solo qualche anno prima: risolto il problema del rinnovamento linguistico, eliminato il repertorio ammuffito della statuaria, affermata ormai la forma e la formula aniconica anche per la scultura, non era più necessario allontanare dalla disciplina plastica quel versante simbolico-narrativo che comunque poteva essere parte sostanziale della scultura, come lo era stato nei secoli passati.
Gio’ Pomodoro definisce lo spazio attribuendogli delle misure e costellandolo di simboli antichi e perduranti, come la colonna, la piramide, la sfera, il cubo. Percorre l’universo, ce lo rende conoscibile e addirittura familiare, come quando i pastori di Piranesi passeggiavano per le rovine dell’antica Roma, tra colonne e vestigia affioranti. E’ l’umanesimo, il romanticismo di un razionalista passato attraverso la Modernità, che ci consegna misure apparentemente arcane ma decifrabili, per metterci in contatto con l’universo, ma soprattutto con tutti gli uomini che quell’universo hanno costruito. Conclude Marco Meneguzzo rimandando il lettore all’ampio suo saggio nel catalogo della mostra.
GIO’ POMODORO, sintesi biografica
“ Ubi materia,ibi geometria “ Keplero
“ Ogni punto diventa il punto dell’universo “ Giordano Bruno
Nato a Orciano di Pesaro il 17 novembre 1930 muore a Milano il 21 dicembre 2002 nel suo studio di Via S.Marco 50. Si era stabilito a Milano con la famiglia nel 1954, dove conosce Lucio Fontana, e dopo la morte della madre si sistema con il fratello Arnaldo nello studio di via Orti 19 in Milano.
Con il fratello iniziano ad esporre presso le gallerie di Milano,di Roma e a Venezia a partire da 1955. Giò Ponti parla di “ strutture spaziali “ in riferimento ad una mostra del 1955 al Naviglio ed è una lucida chiave di lettura verso l’Artista.
Nel 1956 viene invitato per la prima volta ad esporre alla Biennale di Venezia.
Nel 1958 la GAM di Torino acquista “ Terra e sole “
Nel 1959 espone le sue “Fluidità contrapposte“ a Documenta II a Kassel. Nello stesso anno vince ex
aequo il Primo premio della Biennale per Giovani Artisti di Parigi con Antony Caro.
Nel 1962 viene nuovamente invitato alla XXXI Biennale di Venezia con una sala personale. Nello stesso anno stringe un contratto di esclusiva con la Galleria Marlborough che durerà fino al 1967.
Mentre si susseguono negli anni successivi prestigiose mostre in tutto il mondo, la Tate Gallery nel 1964 acquista “ One” e la galleria nazionale di Roma “ Folle “.
Nel 1967 dopo alcuni viaggi compiuti negli USA realizza “ Black Liberator “ dedicata ai neri d’America ed inizia a esporre in Louisiana , in Germania, e a New York, dove nel 1967 firma un contratto d’esclusiva con Martha Jackson Gallery .
Nel 1970 inizia a lavorare sulle grandi sculture in marmo e pietra nel suo studio di Querceta, in Versilia.
Nel 1976 espone con due personali al Castello dell’Imperatore a Prato e al Musèe d’Ixelles a Bruxelles.
Nel 1977 realizza la prima grande opera pubblica in Sardegna intitolata “Piano d’uso collettivo” e dedicata ad Antonio Gramsci.
Nel 1978 cura l’allestimento scenografico dell’opera di Verdi “La forza e il destino “ per l’Arena di Verona. e viene nuovamente invitato ad esporre alla XXXVIII Biennale di Venezia.
Nel 1981 Carlo Ludovico Ragghianti, grande storico e critico d’arte, presenta una sua personale alla Galleria Farsetti .
Nel 1983 viene inaugurata dopo quattro anni di progettazione la grande opera monumentale Teatro del Sole. 21 giugno, solstizio d’estate, grande piazza –fontana nella centralissima Goetheplatze di Francoforte.
Nel 1983 si trasferisce nel nuovo studio milanese di Via S.Marco.
Nel 1984 è di nuovo presente con la sala personale a lui dedicata alla XLI Biennale di Venezia.
Nel 1985 presenta al Palazzo Civico di Lugano il ciclo di sculture dedicate a Hermes, mentre a Villa La Favorita viene installata in permanenza la grande opera monumentale “ Montefeltro.I passi e il volgersi.”
Nel 1987 Guido Ballo presenta la monografia di Pomodoro edita dall’Agrifoglio e nel 1989 il Comune di Milano gli dedica alla Rotonda della Besana una importante antologica curata sempre da Guido Ballo.
Sempre in quell’anno ,in occasione del ventennio dell’Aeritalia a Torino viene collocato un grande bronzo in Piazza Adriano “ Sole-aerospazio 90 “.
Nel 1993 viene inaugurata l’opera monumentale “ Scala solare. Omaggio a Keplero “ , installata all’ingresso principale dell’Università di Tel Aviv.
Nel 1997 in occasione della mostra alla Berman di Torino, dona una scultura in marmo nero del Belgio “ Sole serpente “ alla GAM di Torino. Nella primavera dello stesso anno si inaugura la grande antologica , curata da Giovanni Carandente, alla Sala d’Arme di palazzo Vecchio in Firenze e l’anno successivo sul Lungarno Serristori viene installata la scultura monumentale “ Sole caduto, a Galileo Galilei
Fra le altre sculture monumentali si ricordano :
Sul piazzale dell’aeroporto di Malpensa, zona partenze e arrivi ,l’opera in pietra di Trani e bronzo alta 10 metri “ Spirale 82 “.
“Sole,luna,albero” è stata completata nel 1986 e sistemata in piazza Ramazzotti a Monza.
“Spirale caduta a Galileo “ è collocata nel centro storico di Padova davanti all’Università, e a Taino (Varese) nel parco pubblico viene sistemato il complesso monumentale “ Luogo dei quattro punti cardinali “. Realizzata in granito bianco e rosa è collocata in un punto scelto dal maestro da dove si vede un paesaggio a 180 gradi.
Nel 1995 l’artista viene invitato da Peter Murray ad allestire una personale grandiosa nello Yorkshire Sculpture Park a York.
Nel 1998 la Fondazione Veranneman di Krushoutem (Bruxelles) acquista per il parco “Sole Caduto a Galileo” che era stato esposto ad Aosta davanti alla Basilica in occasione della mostra del luglio 1997 curata dal prof. Del Guercio e Giuliana Godio assistita dal figlio Bruto Pomodoro, erede dell’artista. In occasione di tale mostra è stata donata dall’artista la scultura “Sole Aosta”.
Nel 2001 viene collocata l’opera monumentale in marmo “Agli italiani nel mondo” sul pontile dei Mille nel porto di Genova, in occasione del G8.
Nel 2002, il 7 aprile, a New York gli viene conferito il premio più prestigioso del mondo nel settore della scultura: “ISC’s Outstanding Achievement in Contemporary Sculpure Award” dell’International Sculpture Center di Washington DC.
New York gli attribuisce grandi onori per circa otto giorni. Furono invitati tutti i mercanti del mondo che si erano occupati delle sue opere.
Il 21 novembre 2002 Gio’ muore nel suo studio di Milano.
“Gio’ Pomodoro. Il Percorso di uno scultore: 1954-2001”
SCHEDA TECNICA
LUOGHI ESPOSITIVI
ALESSANDRIA
Palazzo del Monferrato, Via S. Lorenzo 21: dal martedi al venerdi ore 15-19 sabato e domenica ore 10-19
Palazzo Cuttica, Via Parma 1 tel 0131- 40035: Sabato dalle 16 alle 19
Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, Via dei Guasco 49
Uffficio Cultura tel 0131-304004 - 06
Galleria Carlo Carrà 0131-304026 / dal giovedi alla domenica ore 16-19
Camera di Commercio, Via Vochieri 58
NOVI LIGURE - Museo dei Campionissimi, viale dei Campionissimi 22 tel 0143-322634 (museodeicampionissimi@comune.noviligure.al.it ): da martedì a venerdì 15-19/ sabato e domenica 10-19
TORTONA - Palazzo Guidobono, Piazza Anzano
Dal giovedì al venerdì ore 15.30-19.30 sabato e domenica 10-12.30 / 15.30-19.30
CASALE MONFERRATO- Palazzo Comunale, Via Mameli 10/ da lun. a ven. 10-17 sabato e dom. chiuso
ACQUI TERME - Villa Ottolenghi, Borgata Monterosso
Dal martedi al venerdi ore 16-18 sabato e domenica ore 10 – 12 / 15 -18
VALENZA - Oratorio di San Bartolomeo: dal martedi a domenica ore 15-19
Conferenza Stampa: 7 dicembre ore 12,00 Sala Conferenze di Palazzo del Monferrato in Alessandria
Inaugurazione: 7 dicembre ore 18 sala delle Conferenze, Palazzo del Monferrato in Alessandria
apertura al pubblico: dal 8 dicembre 2011 al 29 aprile 2012
Organizzazione : ARTE FUTURA-TORINO
Curatori: Marco Meneguzzo, Giuliana Godio
Catalogo: Stamperia Viscardi di Alessandria
Gio' Pomodoro.
Il percorso di uno scultore: 1954-2001
ALESSANDRIA Palazzo del Monferrato / Palazzo Cuttica / Palazzo Guasco / Camera di Commercio /NOVI LIGURE Museo dei Campionissimi / TORTONA Palazzo Guidobono / CASALE MONFERRATO Palazzo Comunale /ACQUI TERME Villa Ottolenghi / VALENZA Chiesa di San Bartolomeo
7 dicembre 2011 – 30 aprile 2011
a cura di Marco Meneguzzo e Giuliana Godio
Press-Book
Si inaugura mercoledì 7 dicembre 2011 una fra le più importanti mostre antologiche dedicate allo scultore marchigiano Gio’ Pomodoro. L’evento, dal titolo “Gio’ Pomodoro. Il percorso di uno scultore: 1954-2001”, si snoda in un vero e proprio museo diffuso nell’incantevole territorio dell’alto Monferrato. Ville, Palazzi storici e Musei diventeranno, nei mesi dell’esposizione, un circuito senza eguali dove compiere uno fra i più esaustivi dei viaggi fra le opere del grande Maestro della scultura internazionale. Si parte dalla città di Alessandria per un percorso che tocca le più suggestive e peculiari città della provincia: Acqui Terme, Novi Ligure, Valenza, Tortona e Casale Monferrato.
Il circuito, che vede coinvolte ben nove sedi espositive, saranno esposte 173 opere, si propone quale viaggio conoscitivo nella poetica e nell’estetica dei monumentali e straordinari capolavori di Gio’ Pomodoro, la cui radice intellettiva, matematica e filosofica, ha lasciato un patrimonio artistico-concettuale riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
La manifestazione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dalla Provincia di Alessandria, dai Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Tortona, Casale Monferrato e Valenza. Contribuisce in maniera significativa anche il Museo Gori e Zucchi della UNOAERRE di Arezzo poiché, nella sede dell’oratorio della Chiesa di San Bartolomeo di Valenza, verranno esposte 45 preziose ed uniche sculture gioiello realizzate da Gio’ Pomodoro. La rassegna è curata da Marco Meneguzzo e da Giuliana Godio di Arte Futura. Testi in catalogo di Marco Meneguzzo, Giuliano Centrodi, Isa Caffarelli e Giuliana Godio.
Questa straordinaria manifestazione si propone altresì come percorso attraverso le eccellenze del territorio alessandrino. Ognuna delle sedi espositive è già di per sé un luogo di interesse storico-artistico, così come ognuna delle città offre giacimenti eno-gastronomici d’eccellenza. Si potrà compiere dunque, attraverso il circuito dell’antologica dedicata a Gio’ Pomodoro, un viaggio completo nel segno del più piacevole dei percorsi turistico-culturali. Ed è proprio così che si vuole intendere questa manifestazione, un omaggio a coloro che amano cogliere le essenze dell’arte e della cultura e le uniscono alle tradizioni di un territorio per coglierne l’universo.
Il viaggio inizia dalla Città di Alessandria dove, a Palazzo del Monferrato, raro esempio di connubio fra Barocco ed Espressionismo e caratterizzato da una singolare e solenne compostezza architettonica, saranno esposte, oltre all’opera monumentale “Grande Ghibellina”, 12 sculture in bronzo, pietra e marmo e una importante serie di acquerelli; nella Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, aristocratico edificio di impianto settecentesco del casato dei Marchesi Gallarati di Bisio, saranno esposti “I Luoghi” di Gio’ Pomodoro, 5 sculture in pietra e bronzo e una serie di tavole progettuali su carta.
A Palazzo Cuttica, oggi sede del Museo Civico, dove si conservano i documenti della celebre battaglia dell’epopea napoleonica combattuta a Spinetta Marengo, e in epoca napoleonica residenza dei Generali Chasseloup e Despinois e sede della Prefettura di Marengo, troveranno spazio 9 sculture di piccole e medie dimensioni e 10 importanti opere su carta, oltre all’opera monumentale “Sole deposto” installata all’ingresso del palazzo. Nel cortile della sede della Camera di Commercio sarà installata la scultura monumentale in bronzo “Colloquio col figlio”.
Novi Ligure ospita un corpus piuttosto importante di opere della serie “Tensioni” e “Soli”. In mostra, 23 sculture e 17 acquerelli. La sede è quella del Museo dei Campionissimi, un sito che raccoglie e racconta una delle pagine più belle e coinvolgenti della storia recente del nostro paese, e rende omaggio agli eroi del pedale: Costante Girardengo e Fausto Coppi.
A Valenza, città nota in tutto il mondo per la storica tradizione orafa, trova luogo nell’Oratorio della Chiesa di san Bartolomeo, il monumento più antico della città, una significativa, raffinata e preziosa, serie di 45 gioielli-scultura di Gio’ Pomodoro. Le opere saranno esposte nelle teche che hanno ospitato gli stessi gioielli al Petit Palais di Parigi.
Un altro gioiello di questa manifestazione è la Villa Ottolenghi di Acqui Terme, questa magnificente dimora merita una davvero un viaggio: essa è l’unico esempio in Italia di stretta collaborazione in epoca recente fra architetti, pittori e scultori, i quali hanno dato vita ad una dimora padronale caratterizzata dalla presenza di importanti opere d’arte. Vi hanno contribuito Marcello Piacentini, Arturo Martini, Fortunato Depero, Venanzo Crocetti. Mentre le meravigliose scenografie del parco della villa sono il risultato dell’opera del famoso architetto paesaggista Pietro Porcinai. Qui sarà esposta la grande opera in bronzo “Due” mentre all’interno della villa troveranno spazio 13 opere fra sculture e acquerelli.
Sede del Museo Archeologico e delle Civiche Raccolte Artistiche è il Palazzo Guidobono di Tortona, la facciata di ispirazione gotica tradisce l’originario impianto settecentesco ma gli interni, caratterizzati da importanti decori, rendono questo palazzo nobiliare un luogo davvero suggestivo quale spazio museale atto ad ospitare i bronzi e i marmi di Gio’ Pomodoro.
Ulteriore tappa del circuito è Casale Monferrato dove, nel loggiato della Villa Comunale, sarà ospitata per tutto il periodo della manifestazione la grande opera-capolavoro in bronzo lucido “Folla”.
Gio’ Pomodoro, l’umanista. La sintesi della mostra, che trova spazio e si traduce in un vero e proprio museo diffuso sul territorio nella Provincia di Alessandria, percorso esaustivo nell’opera del grande scultore, e perché no, filosofo dell’arte italiana, si ritrova nelle parole del curatore Marco Meneguzzo: Come artista, Gio’ Pomodoro, si è sempre mosso tra gli assoluti che insieme definiscono la categoria dell’”umano”: lo spazio e la storia. La scultura è la disciplina linguistica che secondo lui può incarnare meglio il senso dell’assoluto. E’ per questo che è diventato scultore.
Ritornare ai fondamentali è sempre stata la necessità della scultura di Gio’, mentre restare nei fondamentali è sempre stata la sua aspirazione. Qual è l’essenza della sua sperimentazione? Sperimentare il basso e bassissimo rilievo, la scultura come pannello, come superficie, esplorare i confini del territorio plastico, provare a forzare i limiti della scultura, imposti non tanto dalle sue qualità intrinseche, quanto da una tradizione scivolata prima nella consuetudine, poi purtroppo nell’abitudine. Le prime Superfici in tensione, sono dedicate a questa esplorazione, e si affiancano ad altre esperienze plastiche italiane simili (come quelle di Umberto Milani, di Francesco Somaini, di Emilio Scanavino, dei pannelli ceramici di Franco Meneguzzo, e soprattutto di Pietro Consagra, oltre naturalmente a quelle del fratello Arnaldo), che denotano l’esistenza di un’atmosfera di ricerca plastica di allora, lontana sia dalla figurazione in tutte le sue accezioni, sia dagli eccessi razionalistici e iperprogettuali del concretismo alla Max Bill o alla Bruno Munari.
Le tensioni sono il punto di svolta sia nei confronti della materia sia dello spazio, qual è il rapporto fra Gio’ e il suo concetto di scultura? Le tensioni furono salutate come qualcosa di eccezionalmente nuovo, cui contribuì certamente tutto il processo ideativo e realizzativo che Gio’ aveva escogitato. Esse sono l’acme, la sintesi di ciò che era stata la sua ricerca, e di ciò che diventerà il suo sviluppo nei successivi quarant’anni. Qui la materia cede il passo allo spazio, e questo è il primo passo estremamente significativo, perché si definisce una priorità all’interno di quella triade altrimenti indistinta costituita dal tradizionale rapporto tra materia, spazio e forma.
In altre parole, l’aver compreso una volta per tutte come trattare lo spazio, quale priorità attribuire agli elementi fondamentali della sua scultura, gli ha dato la forza e la fiducia per poter inserire nuovamente nel linguaggio plastico quegli elementi narrativi che aveva rifuggito solo qualche anno prima: risolto il problema del rinnovamento linguistico, eliminato il repertorio ammuffito della statuaria, affermata ormai la forma e la formula aniconica anche per la scultura, non era più necessario allontanare dalla disciplina plastica quel versante simbolico-narrativo che comunque poteva essere parte sostanziale della scultura, come lo era stato nei secoli passati.
Gio’ Pomodoro definisce lo spazio attribuendogli delle misure e costellandolo di simboli antichi e perduranti, come la colonna, la piramide, la sfera, il cubo. Percorre l’universo, ce lo rende conoscibile e addirittura familiare, come quando i pastori di Piranesi passeggiavano per le rovine dell’antica Roma, tra colonne e vestigia affioranti. E’ l’umanesimo, il romanticismo di un razionalista passato attraverso la Modernità, che ci consegna misure apparentemente arcane ma decifrabili, per metterci in contatto con l’universo, ma soprattutto con tutti gli uomini che quell’universo hanno costruito. Conclude Marco Meneguzzo rimandando il lettore all’ampio suo saggio nel catalogo della mostra.
GIO’ POMODORO, sintesi biografica
“ Ubi materia,ibi geometria “ Keplero
“ Ogni punto diventa il punto dell’universo “ Giordano Bruno
Nato a Orciano di Pesaro il 17 novembre 1930 muore a Milano il 21 dicembre 2002 nel suo studio di Via S.Marco 50. Si era stabilito a Milano con la famiglia nel 1954, dove conosce Lucio Fontana, e dopo la morte della madre si sistema con il fratello Arnaldo nello studio di via Orti 19 in Milano.
Con il fratello iniziano ad esporre presso le gallerie di Milano,di Roma e a Venezia a partire da 1955. Giò Ponti parla di “ strutture spaziali “ in riferimento ad una mostra del 1955 al Naviglio ed è una lucida chiave di lettura verso l’Artista.
Nel 1956 viene invitato per la prima volta ad esporre alla Biennale di Venezia.
Nel 1958 la GAM di Torino acquista “ Terra e sole “
Nel 1959 espone le sue “Fluidità contrapposte“ a Documenta II a Kassel. Nello stesso anno vince ex
aequo il Primo premio della Biennale per Giovani Artisti di Parigi con Antony Caro.
Nel 1962 viene nuovamente invitato alla XXXI Biennale di Venezia con una sala personale. Nello stesso anno stringe un contratto di esclusiva con la Galleria Marlborough che durerà fino al 1967.
Mentre si susseguono negli anni successivi prestigiose mostre in tutto il mondo, la Tate Gallery nel 1964 acquista “ One” e la galleria nazionale di Roma “ Folle “.
Nel 1967 dopo alcuni viaggi compiuti negli USA realizza “ Black Liberator “ dedicata ai neri d’America ed inizia a esporre in Louisiana , in Germania, e a New York, dove nel 1967 firma un contratto d’esclusiva con Martha Jackson Gallery .
Nel 1970 inizia a lavorare sulle grandi sculture in marmo e pietra nel suo studio di Querceta, in Versilia.
Nel 1976 espone con due personali al Castello dell’Imperatore a Prato e al Musèe d’Ixelles a Bruxelles.
Nel 1977 realizza la prima grande opera pubblica in Sardegna intitolata “Piano d’uso collettivo” e dedicata ad Antonio Gramsci.
Nel 1978 cura l’allestimento scenografico dell’opera di Verdi “La forza e il destino “ per l’Arena di Verona. e viene nuovamente invitato ad esporre alla XXXVIII Biennale di Venezia.
Nel 1981 Carlo Ludovico Ragghianti, grande storico e critico d’arte, presenta una sua personale alla Galleria Farsetti .
Nel 1983 viene inaugurata dopo quattro anni di progettazione la grande opera monumentale Teatro del Sole. 21 giugno, solstizio d’estate, grande piazza –fontana nella centralissima Goetheplatze di Francoforte.
Nel 1983 si trasferisce nel nuovo studio milanese di Via S.Marco.
Nel 1984 è di nuovo presente con la sala personale a lui dedicata alla XLI Biennale di Venezia.
Nel 1985 presenta al Palazzo Civico di Lugano il ciclo di sculture dedicate a Hermes, mentre a Villa La Favorita viene installata in permanenza la grande opera monumentale “ Montefeltro.I passi e il volgersi.”
Nel 1987 Guido Ballo presenta la monografia di Pomodoro edita dall’Agrifoglio e nel 1989 il Comune di Milano gli dedica alla Rotonda della Besana una importante antologica curata sempre da Guido Ballo.
Sempre in quell’anno ,in occasione del ventennio dell’Aeritalia a Torino viene collocato un grande bronzo in Piazza Adriano “ Sole-aerospazio 90 “.
Nel 1993 viene inaugurata l’opera monumentale “ Scala solare. Omaggio a Keplero “ , installata all’ingresso principale dell’Università di Tel Aviv.
Nel 1997 in occasione della mostra alla Berman di Torino, dona una scultura in marmo nero del Belgio “ Sole serpente “ alla GAM di Torino. Nella primavera dello stesso anno si inaugura la grande antologica , curata da Giovanni Carandente, alla Sala d’Arme di palazzo Vecchio in Firenze e l’anno successivo sul Lungarno Serristori viene installata la scultura monumentale “ Sole caduto, a Galileo Galilei
Fra le altre sculture monumentali si ricordano :
Sul piazzale dell’aeroporto di Malpensa, zona partenze e arrivi ,l’opera in pietra di Trani e bronzo alta 10 metri “ Spirale 82 “.
“Sole,luna,albero” è stata completata nel 1986 e sistemata in piazza Ramazzotti a Monza.
“Spirale caduta a Galileo “ è collocata nel centro storico di Padova davanti all’Università, e a Taino (Varese) nel parco pubblico viene sistemato il complesso monumentale “ Luogo dei quattro punti cardinali “. Realizzata in granito bianco e rosa è collocata in un punto scelto dal maestro da dove si vede un paesaggio a 180 gradi.
Nel 1995 l’artista viene invitato da Peter Murray ad allestire una personale grandiosa nello Yorkshire Sculpture Park a York.
Nel 1998 la Fondazione Veranneman di Krushoutem (Bruxelles) acquista per il parco “Sole Caduto a Galileo” che era stato esposto ad Aosta davanti alla Basilica in occasione della mostra del luglio 1997 curata dal prof. Del Guercio e Giuliana Godio assistita dal figlio Bruto Pomodoro, erede dell’artista. In occasione di tale mostra è stata donata dall’artista la scultura “Sole Aosta”.
Nel 2001 viene collocata l’opera monumentale in marmo “Agli italiani nel mondo” sul pontile dei Mille nel porto di Genova, in occasione del G8.
Nel 2002, il 7 aprile, a New York gli viene conferito il premio più prestigioso del mondo nel settore della scultura: “ISC’s Outstanding Achievement in Contemporary Sculpure Award” dell’International Sculpture Center di Washington DC.
New York gli attribuisce grandi onori per circa otto giorni. Furono invitati tutti i mercanti del mondo che si erano occupati delle sue opere.
Il 21 novembre 2002 Gio’ muore nel suo studio di Milano.
“Gio’ Pomodoro. Il Percorso di uno scultore: 1954-2001”
SCHEDA TECNICA
LUOGHI ESPOSITIVI
ALESSANDRIA
Palazzo del Monferrato, Via S. Lorenzo 21: dal martedi al venerdi ore 15-19 sabato e domenica ore 10-19
Palazzo Cuttica, Via Parma 1 tel 0131- 40035: Sabato dalle 16 alle 19
Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, Via dei Guasco 49
Uffficio Cultura tel 0131-304004 - 06
Galleria Carlo Carrà 0131-304026 / dal giovedi alla domenica ore 16-19
Camera di Commercio, Via Vochieri 58
NOVI LIGURE - Museo dei Campionissimi, viale dei Campionissimi 22 tel 0143-322634 (museodeicampionissimi@comune.noviligure.al.it ): da martedì a venerdì 15-19/ sabato e domenica 10-19
TORTONA - Palazzo Guidobono, Piazza Anzano
Dal giovedì al venerdì ore 15.30-19.30 sabato e domenica 10-12.30 / 15.30-19.30
CASALE MONFERRATO- Palazzo Comunale, Via Mameli 10/ da lun. a ven. 10-17 sabato e dom. chiuso
ACQUI TERME - Villa Ottolenghi, Borgata Monterosso
Dal martedi al venerdi ore 16-18 sabato e domenica ore 10 – 12 / 15 -18
VALENZA - Oratorio di San Bartolomeo: dal martedi a domenica ore 15-19
Conferenza Stampa: 7 dicembre ore 12,00 Sala Conferenze di Palazzo del Monferrato in Alessandria
Inaugurazione: 7 dicembre ore 18 sala delle Conferenze, Palazzo del Monferrato in Alessandria
apertura al pubblico: dal 8 dicembre 2011 al 29 aprile 2012
Organizzazione : ARTE FUTURA-TORINO
Curatori: Marco Meneguzzo, Giuliana Godio
Catalogo: Stamperia Viscardi di Alessandria
17.06
2010
LA BOTTARI LATTES E' LA VERA EREDE DEL PREMIO GRINZANE CAVOUR
La Bottari Lattes è la vera erede del premio Grinzane Cavour
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Le affermazioni del sindaco di Costigliole d’Asti dottor Giovanni Boriero possono generare confusione e disorientamento nell’opinione pubblica
Abbiamo appreso con stupore dalla voce del sindaco di Costigliole d’Asti, dottor Giovanni Boriero intervistato per TGR Piemonte, che il nascente “Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano” di cui, per altro, anche la nostra Fondazione è parte attiva, ha raccolto l’eredità del Premio Grinzane.
Tale affermazione che può ingenerare equivoci e anche disorientamento tra gli ascoltatori ed in generale nell’opinione pubblica, a nostro avviso, mortifica l’impegno che la Fondazione Bottari Lattes ed in particolare la sua Presidente Caterina Bottari Lattes hanno dedicato nei mesi scorsi alla controversa vicenda dell’asta giudiziaria circa i beni materiali e immateriali dell’ex Premio Grinzane Cavour.
L’esito dell’asta, di cui i giornali e la televisione hanno dato ampia ed esauriente notizia nei mesi scorsi, non lasciava spazio ad interpretazioni diverse, ovvero la Fondazione monfortese , dopo una travagliata vicenda in cui erano emersi il carattere e la determinazione della signora Bottari, si é aggiudicata definitivamente l’eredità del Premio Grinzane Cavour e la titolarità del nome dell’Associazione Premio Grinzane Cavour stessa.
Caterina Bottari Lattes attualmente in Inghilterra, in una località del East Sussex a sud di Londra per inaugurare una personale di Mario Lattes e per celebrare il gemellaggio tra il Charleston Manor Festival e Cambi di Stagione la rassegna internazionale di musica da camera organizzato dalla nostra Fondazione, prega i giornalisti della carta stampata e della televisione di far chiarezza sulla vicenda.
Questa affermazione coglie anche di sorpresa il Comitato Scientifico della Fondazione e la Commissione che si sta occupando della preparazione del nuovo premio letterario.
Proprio in questi giorni si sono gettate le basi del premio internazionale di narrativa, che si propone quale erede e prosecutore del “Premio Grinzane Cavour” e che assumerà la denominazione “ Premio Bottari Lattes Grinzane” il cui Bando e relativo Regolamento saranno presentati all’Assessore Regionale alla Cultura Michele Coppola entro la metà del prossimo mese di luglio.
Adolfo Ivaldi
Vice Presidente Fondazione Bottari Lattes
Monforte d'Alba
Fondazione Bottari Lattes
via G. Marconi n. 16
Tel. +39 0173789282
info@fondazionebottarilattes.it
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Le affermazioni del sindaco di Costigliole d’Asti dottor Giovanni Boriero possono generare confusione e disorientamento nell’opinione pubblica
Abbiamo appreso con stupore dalla voce del sindaco di Costigliole d’Asti, dottor Giovanni Boriero intervistato per TGR Piemonte, che il nascente “Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano” di cui, per altro, anche la nostra Fondazione è parte attiva, ha raccolto l’eredità del Premio Grinzane.
Tale affermazione che può ingenerare equivoci e anche disorientamento tra gli ascoltatori ed in generale nell’opinione pubblica, a nostro avviso, mortifica l’impegno che la Fondazione Bottari Lattes ed in particolare la sua Presidente Caterina Bottari Lattes hanno dedicato nei mesi scorsi alla controversa vicenda dell’asta giudiziaria circa i beni materiali e immateriali dell’ex Premio Grinzane Cavour.
L’esito dell’asta, di cui i giornali e la televisione hanno dato ampia ed esauriente notizia nei mesi scorsi, non lasciava spazio ad interpretazioni diverse, ovvero la Fondazione monfortese , dopo una travagliata vicenda in cui erano emersi il carattere e la determinazione della signora Bottari, si é aggiudicata definitivamente l’eredità del Premio Grinzane Cavour e la titolarità del nome dell’Associazione Premio Grinzane Cavour stessa.
Caterina Bottari Lattes attualmente in Inghilterra, in una località del East Sussex a sud di Londra per inaugurare una personale di Mario Lattes e per celebrare il gemellaggio tra il Charleston Manor Festival e Cambi di Stagione la rassegna internazionale di musica da camera organizzato dalla nostra Fondazione, prega i giornalisti della carta stampata e della televisione di far chiarezza sulla vicenda.
Questa affermazione coglie anche di sorpresa il Comitato Scientifico della Fondazione e la Commissione che si sta occupando della preparazione del nuovo premio letterario.
Proprio in questi giorni si sono gettate le basi del premio internazionale di narrativa, che si propone quale erede e prosecutore del “Premio Grinzane Cavour” e che assumerà la denominazione “ Premio Bottari Lattes Grinzane” il cui Bando e relativo Regolamento saranno presentati all’Assessore Regionale alla Cultura Michele Coppola entro la metà del prossimo mese di luglio.
Adolfo Ivaldi
Vice Presidente Fondazione Bottari Lattes
Monforte d'Alba
Fondazione Bottari Lattes
via G. Marconi n. 16
Tel. +39 0173789282
info@fondazionebottarilattes.it
16.09
2010
ANGIOLA TREMONTI - ARTE RAGIONE DI VITA
MILANO "VILLA REALE" Museo dell'Arte Contemporanea - via Palestro.
Scultura - Pittura- Design.
L’esposizione, prodotta da Palazzo Reale e Galleria d’Arte Moderna di Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Milano, è curata da Luca Beatrice e presenta il ricco excursus creativo della vulcanica artista milanese.
Per l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory: "Il tema della maternità ha ispirato da sempre la produzione artistica e letteraria d’Occidente e d’Oriente e ha creato nel tempo icone e simboli che si associano a valori non soltanto religiosi Nel suo originale percorso d’artista Angiola Tremonti ha dato vita alle figure delle “Mabille”, donne madri che, nelle sue parole, sono “matrici, creature uniche, essenze soavemente amorfe” e incarnano il principio vitale che si infrange come un’onda e ritorna attraverso le cose e i pensieri. In questo universo onirico tutto può trasformarsi.
Fra antiche memorie e frenesie del vivere contemporaneo le donne di Angiola Tremonti rappresentano un differente sguardo sull’essere e l’abitare il mondo. Con passione per l’umano e desiderio di giocare con la natura. Per provare a sondare le sue forze primigenie e misteriose là dove realtà e sogno si confondono creativamente".
Secondo Luca Beatrice, curatore della mostra: "Angiola Tremonti è una (ex)ragazza che ti cattura con lo sguardo e con il suo incontenibile entusiasmo. Non ci sono mezze misure: o le vai dietro perché ti confonde con le sue mille idee confusamente e creativamente sovrapposte l’una sull’altra, oppure lasci perdere e cerchi a fatica di mantenerti nei binari della razionalità Lei, Angiola, non ti aiuta di certo, lei e le sue tante troppe cose da fare, da pensare, progettare; le persone da chiamare, coinvolgere, contattare, in uno tsunami di entusiasmo dove tutto ciò che ti chiede te lo restituisce all’ennesima potenza…
Questa mostra di Angiola Tremonti, che sorprenderà più di un visitatore che non la conosce, presenta il suo lavoro scultoreo dell’ultimo decennio. Un corpus messo insieme con coerenza e impegno, nonostante le continue digressioni esterne (in particolare nella pittura, a cui lei tiene molto). Fantasia e rigore, immaginazione e fermezza. Sono gli ossimori entro cui si muove l’artista davvero concentrata sul messaggio e sul senso del suo fare".
Un mondo fantastico è quello descritto da Angiola, un universo magico abitato da figure fiabesche: corpi femminili in dolce attesa trasformate in alberi – Mabille – conigli rappresentati con sembianze umane, e, ancora, tenere marmotte animate da una mano pensierosa. Sono "matrici, creature uniche, essenze soavemente amorfe... la maternità e la donna da sempre rappresentano il bello del mondo e della creazione".
Angiola predilige la scultura, in tutte le sue espressioni, declinata attraverso l’utilizzo di diversi materiali, come bronzo, acciaio e resina, e ci tiene a precisare: "Mi presento sempre solo come Angiola e preferisco dimenticare il mio cognome, io sono io e voglio essere rispettata per la mia capacita' o incapacita.'"
In mostra più di venti lavori realizzati negli ultimi dieci anni immersi all’interno e all’esterno del suggestivo scenario di Villa Reale.
Circa 18 le opere in bronzo ed acciaio di grandi dimensioni (altezze da m 2,50 a m 3,40) esposte nel giardino e nel cortile della sede espositiva; all’interno, circa 6 sculture in resina illuminata e oltre 10 sculture in bronzo di medie dimensioni.
In occasione dell’inaugurazione l’artista ha messo in scena un’installazione vivente: tre donne in calzamaglia ricoperte di creta che si paleseranno improvvisamente agli occhi dei presenti accompagnate dalla musica di un violino. Musica e magia sono state, insieme ad Angiola Tremonti, le principali protagoniste della serata.
La mostra è accompagnata da un ampio catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale con una ricca selezione di apparati iconografici e testi critici di Luca Beatrice, Francesca Bonazzoli, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles.
A conclusione dell’esposizione, Venerdì 29 ottobre 2010 alle ore 21.00 nella Sala da Ballo di Villa Reale, Angiola Tremonti ringrazierà il pubblico con una serata musicale, organizzata in collaborazione con la Onlus “Amici della Galleria d’Arte Moderna”, preceduta alle ore 20.00 da un’eccezionale visita guidata della Galleria. Protagonisti della serata saranno il maestro italo-praghese Roberto Durkovic e i “Fantasisti del Metrò”: un gruppo di musicisti tzigani incontrati nel 1998 dal Maestro nella metropolitana di Milano. Un progetto artistico che coniuga il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco
Scultura - Pittura- Design.
L’esposizione, prodotta da Palazzo Reale e Galleria d’Arte Moderna di Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Milano, è curata da Luca Beatrice e presenta il ricco excursus creativo della vulcanica artista milanese.
Per l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory: "Il tema della maternità ha ispirato da sempre la produzione artistica e letteraria d’Occidente e d’Oriente e ha creato nel tempo icone e simboli che si associano a valori non soltanto religiosi Nel suo originale percorso d’artista Angiola Tremonti ha dato vita alle figure delle “Mabille”, donne madri che, nelle sue parole, sono “matrici, creature uniche, essenze soavemente amorfe” e incarnano il principio vitale che si infrange come un’onda e ritorna attraverso le cose e i pensieri. In questo universo onirico tutto può trasformarsi.
Fra antiche memorie e frenesie del vivere contemporaneo le donne di Angiola Tremonti rappresentano un differente sguardo sull’essere e l’abitare il mondo. Con passione per l’umano e desiderio di giocare con la natura. Per provare a sondare le sue forze primigenie e misteriose là dove realtà e sogno si confondono creativamente".
Secondo Luca Beatrice, curatore della mostra: "Angiola Tremonti è una (ex)ragazza che ti cattura con lo sguardo e con il suo incontenibile entusiasmo. Non ci sono mezze misure: o le vai dietro perché ti confonde con le sue mille idee confusamente e creativamente sovrapposte l’una sull’altra, oppure lasci perdere e cerchi a fatica di mantenerti nei binari della razionalità Lei, Angiola, non ti aiuta di certo, lei e le sue tante troppe cose da fare, da pensare, progettare; le persone da chiamare, coinvolgere, contattare, in uno tsunami di entusiasmo dove tutto ciò che ti chiede te lo restituisce all’ennesima potenza…
Questa mostra di Angiola Tremonti, che sorprenderà più di un visitatore che non la conosce, presenta il suo lavoro scultoreo dell’ultimo decennio. Un corpus messo insieme con coerenza e impegno, nonostante le continue digressioni esterne (in particolare nella pittura, a cui lei tiene molto). Fantasia e rigore, immaginazione e fermezza. Sono gli ossimori entro cui si muove l’artista davvero concentrata sul messaggio e sul senso del suo fare".
Un mondo fantastico è quello descritto da Angiola, un universo magico abitato da figure fiabesche: corpi femminili in dolce attesa trasformate in alberi – Mabille – conigli rappresentati con sembianze umane, e, ancora, tenere marmotte animate da una mano pensierosa. Sono "matrici, creature uniche, essenze soavemente amorfe... la maternità e la donna da sempre rappresentano il bello del mondo e della creazione".
Angiola predilige la scultura, in tutte le sue espressioni, declinata attraverso l’utilizzo di diversi materiali, come bronzo, acciaio e resina, e ci tiene a precisare: "Mi presento sempre solo come Angiola e preferisco dimenticare il mio cognome, io sono io e voglio essere rispettata per la mia capacita' o incapacita.'"
In mostra più di venti lavori realizzati negli ultimi dieci anni immersi all’interno e all’esterno del suggestivo scenario di Villa Reale.
Circa 18 le opere in bronzo ed acciaio di grandi dimensioni (altezze da m 2,50 a m 3,40) esposte nel giardino e nel cortile della sede espositiva; all’interno, circa 6 sculture in resina illuminata e oltre 10 sculture in bronzo di medie dimensioni.
In occasione dell’inaugurazione l’artista ha messo in scena un’installazione vivente: tre donne in calzamaglia ricoperte di creta che si paleseranno improvvisamente agli occhi dei presenti accompagnate dalla musica di un violino. Musica e magia sono state, insieme ad Angiola Tremonti, le principali protagoniste della serata.
La mostra è accompagnata da un ampio catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale con una ricca selezione di apparati iconografici e testi critici di Luca Beatrice, Francesca Bonazzoli, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles.
A conclusione dell’esposizione, Venerdì 29 ottobre 2010 alle ore 21.00 nella Sala da Ballo di Villa Reale, Angiola Tremonti ringrazierà il pubblico con una serata musicale, organizzata in collaborazione con la Onlus “Amici della Galleria d’Arte Moderna”, preceduta alle ore 20.00 da un’eccezionale visita guidata della Galleria. Protagonisti della serata saranno il maestro italo-praghese Roberto Durkovic e i “Fantasisti del Metrò”: un gruppo di musicisti tzigani incontrati nel 1998 dal Maestro nella metropolitana di Milano. Un progetto artistico che coniuga il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco
08.03
2012
CARTE IN TAVOLA
FINO al 2 maggio 2012
IN PREPARAZIONE (programma provvisorio)
IN PREPARAZIONE (programma provvisorio)
16.12
2011
ALBRECHT DURER
FINO AL 28 febbraio 2012
Le stampe della collezione di Novara.
Arengario del Broletto di Novara
Le stampe della collezione di Novara.
Arengario del Broletto di Novara




